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Bormio, 16/12/2017

 

“ La Strada dello Stelvio - SS 38 „

Oggi come allora la Strada dello Stelvio presenta un fascino particolare: lo spettacolo dei tornanti che si inerpicano da Bormio lungo tutta la Valle del Braulio è ancor oggi unico e lascia lo spettatore senza fiato. (vedi date di apertura e chiusura del Passo)

La Strada dello Stelvio



Già in epoca Napoleonica, per l’esattezza nel 1808, si avanzarono i primi progetti per la realizzazione di una strada che collegasse la Valtellina con la Baviera.

Nelle epoche precedenti era presente solamente un sentiero poco battuto per la sua pericolosità sebbene già nel XVII secolo veniva utilizzato dalle truppe che giungevano dalla Germania.



Il primo progetto è del 1812 dell’ingegner Ferranti che pensò ad una strada di 2,70 metri di larghezza ma l’idea venne presto abbandonata anche a seguito della caduta napoleonica.

Solo nel 1818 su iniziativa del governo austriaco si riprese a pensare all’ipotesi di un rapido collegamento che giungesse direttamente in Tirolo: fu l’esigenza per gli austriaci di una strada militare e postale che mettesse in comunicazione i domini lombardi e quelli tirolesi a dare il via alla progettazione. I lavori vennero affidati all’ing. Donegani e sette anni più tardi, nel luglio 1825, la strada venne inaugurata.

La costruzione della strada fu durissima per le avverse condizioni climatiche e ambientali che fecero numerose vittime tra gli operai impiegati nei lavori. Nei periodi di pieno regime si raggiunse addirittura il numero di 2500 persone impegnate nella realizzazione della strada e furono necessari 63 mesi per completare l’opera, causati in parte anche dalle lunghe sospensioni invernali che erano necessarie.

All’imbocco della prima piccola galleria, all’altezza dei Bagni Vecchi, vi è apposta una grande lapide commemorativa in ricordo di tutti i caduti durante la sua costruzione.

Subito dopo l’inaugurazione la strada venne attraversata quotidianamente dalla diligenza del servizio postale e successivamente fiorirono il commercio e il transito verso la Germania. Le stazioni per il cambio dei cavalli, a quel tempo, erano situate alla Terza e Quarta Cantoniera e in cima al Passo.

La strada, dal versante bormino, sale oggi fino al Passo attraverso 34 caratteristici tornanti che nel corso del tempo hanno subito migliorie senza però che sia stato modificato, se non in piccoli tratti, il tracciato originario. Altrettanto caratteristiche le gallerie scavate nella roccia che sono praticamente rimaste uguali e intatte come vennero realizzate dagli austriaci.

Sono ancora ben visibili lungo il percorso le quattro case cantoniere che servivano da alloggio per la manutenzione della strada. Della prima restano solamente i ruderi in quanto distrutta dagli austriaci nel 1859 per coprirsi la fuga dalle truppe garibaldine dei Cacciatori delle Alpi.



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