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Bormio, 24/6/2017

 

“ La Prima Guerra Mondiale sullo Stelvio „

Le vette che circondano il Passo Stelvio furono grandi protagoniste nel corso della prima guerra mondiale: il gruppo dell’Ortles – Cevedale fu il fronte occidentale dei combattimenti che videro coinvolti i nostri soldati.

Dal 1915 al 1918 su queste cime, vista la loro importanza strategica, si combattè duramente per evitare l’avanzata delle truppe austriache: per tutti questi anni le vallate circostanti furono continuamente scosse dai boati dei cannoni che, incessantemente, echeggiavano nell’aria.

Furono poche le azioni offensive, tentate più che altro solo per migliorare le posizioni di osservazione: le difficoltà del territorio e del clima non permettevano che restare sulla difensiva.

Vennero realizzate in quest’area, in condizioni climatiche estreme e tra mille difficoltà, numerose fortificazioni e trincee servendosi delle strade militari e dei sentieri appositamente realizzati dai nostri alpini. I resti di queste costruzioni sono ancor oggi ben visibili e testimoniano la durezza a cui furono sottoposte le truppe, costrette a restare nelle loro postazioni in pieno inverno a quote superiori ai tremila metri.

I caduti dovuti alle intemperie, al gelo e alle slavine, furono alla fine quasi certamente in numero maggiore rispetto a quelli causati per mano nemica.

Gli austriaci approntarono da subito la loro linea difensiva tra il Pizzo Garibaldi e il Cevedale in modo da poter impedire l’eventuale ingresso alle nostre truppe nell’Alto Adige.

Occuparono subito anche lo Scorluzzo che era strategicamente fondamentale visto che permetteva di dominare e vigilare su tutte le vette circostanti essendo un punto d’osservazione privilegiato.

Le truppe italiane erano invece inizialmente attestate tra la Trafoier e la Konigspitze con il supporto fondamentale del Forte di Oga e dei suoi cannoni a lunga gittata.

Durante la guerra le vette passarono più volte di mano grazie ad imprese ardite delle truppe: sono numerosi gli atti eroici, talvolta avvolti anche in un alone di leggenda, che sarebbe possibile raccontare da una parte e dall’altra: gli austriaci riuscirono ad occupare il Monte Cristallo, la Tuckett, la Madaschtspitzen e anche l’Ortles su cui riuscirono addirittura a collocare dei cannoni, mentre gli italiani riuscirono invece a strappare la Thurwieser, la Trafoi, l’Eiskogele e a piazzare un baluardo difensivo al Passo dei Camosci, impedendo così l’avanzata del nemico.

Numerosi sono anche gli episodi legati alle tante gallerie scavate nel ghiaccio da entrambe le parti con l’intento di cercare di sorprendere il nemico alle spalle.



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